Non avevo capito niente

Non avevo capito niente

di Diego De Silva

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  • Listino€ 11,00EditoreEinaudiCollanaSuper tascabiliData uscita21/09/2010
  • Pagine312LinguaItalianoEAN9788806197674

Sinossi

Vincenzo Malinconico è un avvocato napoletano che finge di lavorare per riempire le sue giornate. Divide con altri finti-occupati come lui uno studio arredato con mobili Ikea, chiamati affettuosamente per nome come fossero persone di famiglia. La sua famiglia vera, del resto, è allo sfascio: la moglie l’ha lasciato, i due figli adolescenti, amatissimi, hanno i loro sogni e i loro guai. A Vincenzo Malinconico capitano improvvisamente due miracoli. Il primo è una nomina d’ufficio, grazie alla quale diventa difensore di un becchino di camorra, Mimmo ’o Burzone, e si trova coinvolto in un’avventura processuale rocambolesca. Il secondo miracolo si chiama Alessandra Persiano: la donna piú bella del tribunale, che si innamora di lui e prende a riempirgli la vita e il frigorifero.

Recensioni

Malinconico è profondo ma con leggerezza

Scritto da palmgiglio il 16 dicembre 2010

Prima di tutto il linguaggio. Mi è piaciuto da matti, fa sorridere per tutto il tempo della lettura. Lui racconta e si rivolge ai lettori, come al pubblico di un teatro, ecco sì, proprio così. Tu te ne stai lì a leggere, e ti vien voglia di girarti verso il tuo vicino per ridere assieme, ti vien voglia di applaudire. E ci sono un sacco di digressioni, ci sono pure le parolacce (ohsantinumi che scandalo!), perché lui segue il filo lungo dei suoi pensieri, ma tu gli vai dietro, non ce n'è. Senza nessuna fatica. Il protagonista è meraviglioso: pasticcione, incasinato, generoso con punte di egoismo, filosofo a modo suo, simpatico, codardo con certi guizzi di orgoglio bellissimi. E ci sono certe riflessioni sulla sfiga, sulla vita, sull'amore, sul lavoro, sulla fortuna, sulla camorra, su certe situazioni quotidiane... che sono geniali. Davvero. E' divertente ma molto profondo. Profondo con leggerezza.

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Una Rivelazione

Scritto da VITTORIOD. il 22 dicembre 2011

per essere onesti leggendo le prime pagine credevo di aver preso un libro che non era proprio il mio genere, o che comunque si era rilevato tutt'altro di quello che credevo leggendo la recensione, tuttavia da buon lettore, vai avanti con la storia ed ecco che qualche capitolo più in là scocca la scintilla, sarà banale ma il titolo NON AVEVO CAPITO NIENTE ha funzionato, lo consiglio vivamente si tratta di un libro senza pretese, scorrevole una volta entrati nel pieno della "sceneggiatura", fa riflettere e sorridere al contempo...

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Vincenzo Malinconico: di nome e di fatto

Scritto da jhoanna il 06 dicembre 2011

Diego De Silva ci racconta con abile maestria le peripezie dell'avvocato napoletano Vincenzo Malinconio. Un personaggio che può sembrare surreale ma che, invece, è maledettamente realistico perchè incarna perfettamente la figura dell'avvocato non più giovane ma nemmeno anziano che non ha ancora saputo trovare la sua identità e la cerca divincolandosi tra ex moglie indecisa, figli adolescenti, colleghi di studio improbabili, clienti camorristi. Il suo obiettivo, che è comune a tutti, è trovare la felicità che per lui riuscirà ad identificarsi, nel finale, con una pasta al forno trovata nel frigorifero...

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la grandezza della banalità

Scritto da nicolone il 18 novembre 2011

Se si vuol leggere qualcosa di leggero, qualcosa di ironico, divertente, ma sorprendentemente vero. Se si desidera conoscere quanta genialità ci possa essere nella normalità/banalità di ogni giorno..... allora è consigliabile leggere Diego De Silva. Lo scrittore (anche sceneggiatore del cinema) è dotato di un'infinita dose di ironia, ma soprattutto riversata interamente su se stesso. L'avvocato Vincenzo Malinconico è un personaggio che piacerebbe conoscere a tutti.... anche solo per dirgli: sei un grande, batti cinque!

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Non ho capito niente ?

Scritto da NIBBIO il 27 luglio 2011

Mi pongo questo interrogativo in quanto non mi riesce di associarmi ad i commenti positivi su questo romanzo . Io lo trovo sicuramente leggero ma non per questo sempre scorrevole , qualche volta divertente ma non troppo sinceramente un pò insipito - forse perchè ho recentemente letto Peppe Lanzetta che con il suo " Infernapoli " mi ha veramente regalato dei ritratti emozionanti su Napoli , la mia città .

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Spassoso

Scritto da gigliola64 il 26 luglio 2011

Non conoscevo l'autore, ho comprato questo libro perchè mi è stato suggerito. Non mi sono pentita, anzi! Il personaggio Vincenzo Malinconico è a tratti struggente e divertente, con questa sua quodidianità sottotono, ma che via via riscatta per molti versi. Narrato in maniera brillante, umoristica. Non perdetelo, ve lo consiglio.

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malinconico

Scritto da eleonorarosio il 10 dicembre 2010

Non si può non rimanere catturati dal mix di impetuosità, di divertimento, di sconclusionatezza, di indecisione, di sincerità che caratterizza il personaggio di Malinconico. Un uomo che cerca di vivere in maniera dignitosa barcamenandosi tra una ex moglie, non del tutto ex, e un possibile nuovo amore, tra il lavoro da avvocato che non decolla mai del tutto e i suoi sani principi che lo portano lontano da "guadagni facili". Un uomo che sta vivendo un cambiamento di vita sia nel modo di vivere sia nell'aspetto più intimo, un uomo con i suoi dubbi e i suoi tentennamenti di fronte agli eventi della vita. Le vicende della storia vengono spesso "interrotte" da molte sue considerazioni che spaziano in svariate tematiche...a volte profonde e a volte forse un pò "banali", ma sempre ironiche ed intelligenti. Una lettura leggera, divertente, che porta però a spunti di riflessione di una società contemporanea che rispecchia benissimo l'Italia dei giorni nostri.

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Non avevo capito niente

Scritto da Sophia75 il 02 dicembre 2010

Ve lo dico subito: questo è un libro "ruffiano"! A cominciare dai nomi. Un avvocato quarantenne, semidisoccupato, innamorato di una ex-moglie che lo ha lasciato per un altro ma che periodicamente si riaffaccia nella sua vita, salvo poi liquidare compostamente "l'incontro" bloccando sul nascere ogni possibile rimostranza spiegandola secondo modelli psicologici di base. Bene. Come lo chiamereste il nostro avvocato? Vincenzo Malinconico... come vi pare? E invece un "pesce piccolo" della camorra, ignorante quanto baldanzoso, preposto alla sicurezza (o sorveglianza) del nostro avvocato? Mimino o'burzone. La trama, molto semplice e non sempre lineare, racconta le avventure in cui si imbatte tal Malinconico dopo una nomina a difensore d'ufficio. Tuttavia quello che, a parer mio, conquista non è tanto la storia in sè (per quanto divertente) ma i pensieri di Vincenzo su tutti gli argomenti e le tematiche con cui entra in collisione. Pensieri sulla camorra, sulla musica, sull'amore, sulle emozioni e... sull'ikea. Pensieri di un uomo comune, medio in cui è facile riconoscersi e che per questo trascinano, catturano, strizzando continuamente l'occhio al lettore, facendo sì che si riconosca e simpatizzi con Vincenzo. E' un libro che sfiora situazioni potenzialmente forti ma che riesce sempre a restare leggero, a tratti divertente, sicuramente ironico senza mai diventare sarcastico. Ironico di quell'ironia buona che fa tenerezza, che crea empatia... è un ruffiano questo libro.

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Malinconico show

Scritto da fralaghi il 16 novembre 2010

A me è piaciuto. Mi è piaciuta la rappresentazione dell'ambiente forense finalmente veritiera e lontana dai soliti clichè. Mi è piaciuto il personaggio di Malinconico, avvocato di medio insuccesso e uomo outlet. Mi è piaciuta la filosofia nei testi delle canzonette della musica leggera italiana. Mi sono piaciute le pensate laterali sulla vita, sull'amore, sulla fortuna, sulla camorra..... Mi è piaciuto perchè mi ha fatto ridere e sono pochi i libri che mi fanno ridere.

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Da avere!

Scritto da erpantera il 30 settembre 2010

Un libro che riesce anche ad essere un saggio: un saggio sulla napoletanità, un saggio sui sogni infranti. L’avvocato Malinconico, che già nel cognome porta un primo elemento di definizione, è alle prese con una vita che non va mai nella direzione impostata: fallimento matrimoniale, fallimento lavorativo, mobili di ikea che da elemento di arredo diventano ulteriore sinonimo di fallimento. Eppure la più bella collega sembra tributargli più di un’attenzione, la camorra è interessata al suo background professionale, la ex moglie torna a guardarlo con un occhio diverso, ed anche figli e colleghi sembrano avere nuova fiducia in lui. Ma sarà tutto oro quello che luccica? Da leggere assolutamente, soprattutto perché dentro ognuno di noi è nascosto un Avvocato Malinconico, con le sue delusioni, le sue rivincite, i suoi momenti di gloria.

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"Malinconicamente" divertente

Scritto da grillo_parlante il 27 settembre 2010

Divorato letteralmente in 4 giorni. Mi è piaciuto, non tantissimo, ma mi è piaciuto. Innanzitutto, trovo azzeccatissima la scelta del nome del protagonista: come si fa a non provare simpatia per uno che si chiama Malinconico, che per di più sembra uno sfigato in ogni ambito della sua vita (lavorativo, sentimentale, familiare..), ma che poi sotto sotto scopri che poi così sfigato non è?! I suoi alti e bassi sono conditi da un'ironia popolare e frizzante, ma anche "malinconica" (che mi ha ricordato un pò - con le dovute differenze, ovvio - De Filippo), che cerca di trovare in quel che succede un filo, una traccia di qualche disegno superiore, una spiegazione filosofica.. un senso! Anche se a volte un senso non c'è! Anche se, nonostante tu ce la metta tutta, la vita non gira proprio come vorresti girasse, e nonostante tutti i tuoi sforzi, certe situaizoni non si aggiustano come e quando vorresti tu, ad una conclusione ci si arriva sempre: che il fine sia "lieto" o no forse dipende solo dallla prospettiva dalla quale lo stiamo analizzando al momento. E' tutto in discussione, tutto in perenne movimento, mentre a noi sembra di rimanere inchiodati sempre nello stesso posto.. Non siamo solo noi i protagonisti della nostra vita: più che altro ne siamo co-protagonisti. Ci ritroviamo a vivere situazioni che sono conseguenze delle scelte nostre ma anche di scelte altrui sulle quali non possiamo incidere anche se vorremmo. Ecco che allora ti ritrovi a pensare tornando a casa: "Non avevo capito niente".. proprio niente! Alcuni momenti sono davvero riuscitissimi (come la storia della "velina"), i suoi mobili Ikea li conosciamo anche noi, alcuni passaggi del Malinconico-pensiero potrebbero essere tranquillamente i nostri, alcuni fotogrammi della sua vita potrebbero appartenere alla nostra..

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La mia recensione

Altre informazioni

Genere:letteratura italianaParole chiave laFeltrinelli:narrativa moderna e contemporanea (dopo il 1945)

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