La chiave di Sara
di Tatiana de Rosnay
€ 13,60
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- Listino€ 17,00EditoreMondadoriCollanaOmnibus stranieriData uscita03/01/2012
- Pagine321LinguaItalianoEAN9788804620204
Sinossi
È una notte d’estate come tante altre, a Parigi. La piccola Sara è a casa con la sua famiglia, quando viene svegliata dall’irruzione della polizia francese e prelevata insieme ai genitori. Ha solo dieci anni, non capisce cosa sta succedendo, ma è atterrita e, prima di essere portata via, nasconde il fratello più piccolo in un armadio a muro che chiude a chiave nel tentativo di proteggerlo. È il 16 luglio del 1942. Sara, insieme a migliaia di altri ebrei, viene rinchiusa nel Vélodrome d’Hiver, in attesa di essere deportata in un campo di concentramento. Ma il suo unico pensiero è tornare per liberare il fratellino. Sessant’anni dopo, Julia Jarmond, una giornalista americana che vive a Parigi con il marito francese, inizia un’appassionante inchiesta su quei drammatici fatti che sono costati la vita a tredicimila persone, tra adulti e bambini. Julia ignora totalmente l’episodio del Vel d’Hiv, mette mano agli archivi, interroga i testimoni, va alla ricerca dei sopravvissuti, e le indagini la portano molto più lontano del previsto. Il suo destino si incrocia fatalmente con quello della piccola Sara, la cui vita è legata alla sua più di quanto lei possa immaginare. Che fine ha fatto quella bambina? Cosa è davvero successo in quei giorni? Quello che Julia scopre cambierà per sempre la sua esistenza. “La chiave di Sara” è un romanzo di forte impatto emotivo che appassiona e commuove. Il passato e il presente si fondono in un racconto a due voci che ci svela cosa accadde realmente in quella tragica estate a Parigi, facendo luce su una vergognosa pagina della Storia.
Recensioni
SUPERFICIALE
Scritto da BBBARBARA il 09 maggio 2012
L'argomento è senza dubbio delicato, ma il libro mi ha innervosito perchè ha saccheggiato a piene mani un momento di storia importante (il rastrellamento degli ebrei a parigi, la reclusione nel velodromo e la deportazione ad Auschwitz), al solo ed unico fine di costruirci intorno una storia poco credibile, che comincia bene, ma che presto diventa un polpettone similsentimentale retorico, noioso, ripetitivo fino allo sfinimento e banale. scritto malissimo (temo abbia molte colpe anche il traduttore che sembra avere un bagaglio di vocaboli quanto mai limitato), si riduce tutto ad un patetico dispiacere per ciò che successe, alla storia della crisi di un matrimonio, con un finale a dir poco scontato. Superficiale ed evitabile.
Per non dimenticare
Scritto da sara.froli il 26 gennaio 2012
l'argomento trattato è senz'altro forte ma è sempre bene trattrlo per mnon dimenticare. la corsa contro il tempo di Sara lo rende ancora più drammatico e appassionante.. il libro è scritto fin troppo bene, si legge tutto d'un fiato, non vedi l'ora di scoprire come va a finire.. è strutturato in due momenti ( la storia di Sara e la storia della protagonista) entrambi affascinanti e coinvolgenti.. dieci e lode a questo libro...





